Intervista a Serena Fruncillo – Creativa
Ultimamente, stà seguendo il nostro blog, un’artista di Ferrara. Serena lavora tanto con la terracotta ed il suo tema centrale è la natura e trae ispirazione anche dalla cultura Maya. Adesso vi lascio all’intervista, così la conoscerete meglio.
Ciao Serena, che cosa fai? Come ti definisci?
“Ciao Stefano, sono una giovane mamma, amo definirmi estroversa, creativa, amante della natura e delle cose semplici. Sono ceramista per passione.”
Qual è il tuo messaggio?
“Il messaggio è chiaro e semplice. Guardarsi intorno, essere attenti ai messaggi che la natura costantemente ci invia senza fare rumore. Essere molto più rispettosi con tutto ciò che ci circonda, assecondare il cambiamento delle coscienze e attingere energia dalle cose belle per poterle trasmettere al prossimo.”
La tua biografia in quattro linee.
“Ho frequentato l’Istituto D’Arte “Corradini” di Este (PD) e mi sono diplomata come maestra in arte e restauro della ceramica. Ho frequentato un corso di specializzazione l’anno successivo al diploma e mi sono qualificata come esperta in arte della ceramica. Successivamente ho deciso di intraprendere un mio percorso personale di ricerca in questo bellissimo quanto antico mestiere, da prima sulla pittura (maioliche) ispirandomi alle ceramiche Estensi. Ed eccomi qui oggi a manipolare l’argilla cercando di ricavarne forme ispirate alla natura.”
Come nasce un’idea? Che cos’è per te l’ispirazione?
“Solitamente sono le gionate di sole che mi ispirano, una passeggiata, tante volte osservo mio figlio e cerco di sintonizzarmi sulla sua frequenza, quella della meraviglia e della scoperta. E reputo quest’ultimo un buon punto di partenza prima di entrare nel mio mondo polveroso. Non sono mancati i casi in cui una giornata “no”, magari nervosa e partita male, si sia conclusa con una creazione che mi ha rimesso in pace con me stessa e con il mondo.”
Che cos’è per te l’arte?
“L’arte è ciò che ci circonda. Sembrerò prolissa, ma la natura è la sua più completa manifestazione. Quindi l’artista è il mezzo di cui la natura si serve per palesarsi all’uomo. L’essere vivente distratto per antonomasia. L’arte molte volte viene confusa e perde il suo significato, relegata nell’ombra dell’arte “per denuncia”, o meglio l’arte della comunicazione forzata di cui siamo bombardati quotidianamente. Sparirebbero molti filoni dell’arte contemporanea se solo fossimo in grado di comportarci in sintonia con la natura, quindi voglio pensare che l’arte è natura, per questo la ceramica, l’argilla, sono per me creature della natura, come il marmo e il legno… e di conseguenza vere forme d’arte. In seconda battuta ti posso dire che, la mia metà fisica (e non spirituale) ama fare comunicazione con la video-arte. Compagna di un videomaker e attratta da questa forma di comunicazione, la utilizzo per avvicinare al mondo della ceramica tutti gli appassionati.”
Qual è la prova del nove per capire se per te un’idea è buona o no?
“La ceramica è sperimentare. Quindi non può esserci sperimentazione senza esperimento. Dopo aver reperito il maggior numero di informazioni (libri, web, corrispondenza..) inizia il mio lavoro. Conservo chiaramente quel range di sorpresa/stupore nei confronti dell’apertura del forno. Chi si occupa di raku lo sa bene. Esiste un certo controllo del fuoco, dell’aria e dell’acqua ma non può mai dirsi totale. Amo il raku, se devo pensare da che ceramica sarei contornata tra 10 anni a casa mia, di sicuro c’è il raku!”
Quando e come hai iniziato a vederti come un’artista?
“Non amo definirmi un’artista, semplicemente perchè non ho così tanta esperienza e conoscenza da poterlo essere. Per adesso sono una creativa che con passione plasma l’argilla per ricavarne qualcosa di piacevole.”
Come si deve valutare un’opera artistica?
“Domanda difficile. Perchè nella maggior parte dei casi il pubblico che hai di fronte nulla conosce del lavoro che c’è dietro ad un pezzo e l’artista dal canto suo non avanza nessuna pretesa di comprensione per la fatica, il tempo e la passione del lavoro svolto. I criteri di valutazione (miei personali) si fondano sull’estetica del pezzo e sulla sensazione immediata che riesce a trasmettere.”
Si compra l’opera, o si compra piuttosto l’artista?
“Nel mio caso ci si porta a casa un pezzetto di Serena. Creando pezzi unici credo che si ridistribuiscano sensazioni personali uniche ed irripetibili ogni volta che resta un buco sullo scaffale. Ci si affeziona, è parte di te, credo sia inevitabile.”
Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace?
“Non c’è un preferito assoluto, evito di dare il podio alle mie creazioni, perchè ognugna di esse è legata ad un attimo di vita particolare. Mi piacciono gli ultimi pezzi che ho fatto perchè sono riuscita a creare delle estemporanee del processo creativo tramite la video-arte.”
Collezioni qualche oggetto?
“Che domanda!! Colleziono le mie ceramiche
”
Quando hai iniziato?
“Ho iniziato nel 1998 con una pausa di 5 anni per motivi di studio universitario.”
Che consigli daresti a quelli che iniziano?
“Di frequentare corsi e workshop di ceramica all’aria aperta. Mare, colline, montagna sono l’ideale per rafforzare il legame con la terra e di conseguenza con l’argilla. Visitare i luoghi dove la ceramica italiana ha i suoi natali: Faensa, Vietri, Caltagirone, Sciacca, ecc…. Comprare un forno usato, un tornio (forse per natale riuscirò finalmente ad averlo!) un pacco di argilla, qualche smalto e buttarsi a capofitto. Questa forma d’arte quando ti ha preso non ti lascerà mai più! Ne sono convinta.”
Ti ringrazio del tempo che ci hai dedicato Serena e prossimamente metterò nel blog qualche tuo video, per mostrare ai nostri lettori cosa riesci a fare con la video-arte.
Un saluto a tutti i lettori di CeramicaNEWS.

